4.5.07

Come nasce un marinaio


Forse i più attenti non saranno sorpresi, avendo già colto i primi segni premonitori del fenomeno. Sta di fatto che oggi più nessuno può negare che siamo di fronte all'imponente nascita di un nuovo personaggio: il vero "lupo di mare".

I più fortunati l'hanno già scorto mentre ingaggiava una furibonda lotta con la nomenclatura marinaresca, districandosi abilmente fra i difficilissimi termini di uso assai raro quali "cima", "drizza", "virata" ecc.

Altri ne narrano le mitiche gesta citando le innumerevoli battaglie a furia di testate contro quell'acerrimo nemico che tutti i velisti, anche neofiti, chiamano "boma".

C'è qualcuno che giura persino di aver assistito alla difficilissima ed estenuante conquista della manovra cosiddetta della "presa dei terzaroli", ripetuta innumerevoli volte fino ad averne il quasi completo possesso.

Nei porti del Tirreno Settentrionale non si parla d'altro che di un misterioso ed audace condottiero che, dopo aver percorso centinaia di miglia con il solo ausilio di una giaccetta a vento di colore rosso, è sbarcato una sola sera per rifoccillarsi prima di riprendere il largo.

Tutti lo cercano, tutti lo vogliono vedere all'opera almeno una volta, ma lui è sfuggente, impegnato com'è ad affrontare nuove ed incredibili imprese.

Le ultime voci lo danno in navigazione al largo di Viareggio, a bordo di una "nave", come solitamente e con grande modestia lui definisce le imbarcazioni sulle quali solca le immense onde del mare in tempesta, incurante delle avversità meteo.

L'immensità del mare non gli serba più segreti, forte com'è di nuovissime e recentissime supreme nozioni sulla navigazione notturna e sulle manovre d'ormeggio.

La sua capacità di lascare la scotta randa nei momenti critici è ormai leggendaria, non meno dell'agilità e leggerezza con le quali usualmente si muove in e sotto coperta.

Fedele e instancabile paladino della sicurezza, non rinuncia mai all'adozione delle più elementari regole per prevenire eventuali incidenti ed infortuni a bordo, specializzandosi nell'uso del giubbotto di salvataggio (detto anche di supporto al galleggiamento) e della "life-line", alla quale non rinuncia nemmeno in condizioni di mare "Forza 1".

E che dire del recentissimo approfondimento circa le caratteristiche dei fari e fanali e delle regole per prevenire gli abbordi in mare? I più anziani hanno una sola parola: "stupefacente".

Tutti dovrebbero inchinarsi alla devozione ed all'indomito spirito con cui sta plasmando se stesso fino a trasformarsi da pigro e cicciottello ubriacone di pianura ad inossidabile e temerario navigatore oceanico, non privo della necessaria e plaudevole umiltà.

Non restate attoniti a guardare perchè lui è, innegabilmente, l'esempio supremo per tutti noi.


Per tutte queste e tante altre motivazioni è lui il candidato ideale per il pregevole titolo di "Velista dell'anno 2007". Chi lo può negare?

3.5.07



.. per non aver obbedito agli ordini del comandante...

Benvenuto a Capitan Mariulin

ohhh finalmente si fa vivo anche Mariulin, ho dovuto punzecchiarlo un pò ma alla fine il suo orgoglio lo ha fatto reagire.....con arguta veemenza.
Va bhè...chi la fa l'aspetti.

P.s.
ma per portare l'imbarcazione bisogna controllare il gps o prendere un punto di riferimento all'orizzonte?
:-)

Un pò di poesia





Sono d'accordo col capitan: i commenti servono anche perchè gli esterni possano dire la loro.

Buona l'idea del w-e a giugno. Anche qui niente donne? Non è che mi state diventando omosessuali?

2.5.07

Perchè 'sta cosa?

Ohhh, amministratore!!!!!!
Non condivido la questione dei commenti perchè si chiamano così giusto perchè sono riferiti ad ogni singolo post e spesso agli altri non interessano e non devono essere costretti a leggerli. Oltrettutto si rischia di occupare un sacco di spazio con post poco rilevanti.
Propongo un referendum fra gli iscritti.